12/03/2012

Recuperare la bieta dopo l’inverno

 

L’ultima bieta seminata in settembre-ottobre è sopravvissuta all’inverno ma è piuttosto malconcia e trascurata.  E’ possibile riportarla alla sua natura di ortaggio generoso e produttivo

L’inverno appena trascorso con le sue temperature spesso bassissime ci ha costretti ad abbandonare un poco le cure dell’orto. In questa situazione la nostra bieta, sottoposta alle intemperie e sommersa da erbe spontanee, ha cessato lo sviluppo ed è rimasta, un po’ stentata, in attesa di cure.

Dopo essere stata trascurata l'inverno, la bieta si presenta piuttosto malconcia e sommersa dalle erbe spontanee
 

Anche se ha sofferto difficilmente è morta, ed ora è pronta a riprendere forza e a dare ancora raccolti abbondanti. Non dimentichiamo, infatti, che la bieta è un ortaggio biennale quindi possiamo ancora ricavarne molto prodotto prima che, alla fine della primavera, vada a seme.

Occorre anzitutto ripulirla dalle erbe e dalle foglie ingiallite o danneggiate
 

Sia che si trovi in vaso, sia in terra, è necessario anzitutto eliminare tutte le erbe spontanee che la soffocano; fatto ciò, si elimineranno anche le foglie danneggiate o ingiallite, lasciando solo, se necessario, il ciuffi centrale.  Smuovete un poco la terra con un attrezzo a punta, concimate con un pizzico di concime azotato, e poi innaffiate. Va bene il granulare generico da orto, ma può essere molto indicato anche il sangue di bue che garantisce una rapidissima ripresa. Dopo una sola settimana vedrete come la vostra bieta recupererà uno splendido verde intenso e comincerà a crescere  come nei suoi tempi migliori.

Con una buona concimazione azotata la bieta torna rapidamente al suo splendore e si appresta a fornire una nuova produzione
 
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18/02/2012

Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi

Dopo aver messo i semi nel terreno, comincia la trepida attesa della germinazione. Quando vedremo spuntare la piantina dal terreno? I tempi possono essere molto diversi

Gli ortaggi non impiegano tutti lo stesso tempo per germinare ed emergere dal terreno. Alcuni sono velocissimi, spuntando anche dopo 4 o 5 giorni; altri invece sono molto lenti e talvolta richiedono anche due o tre settimane.

I fattori che possono accelerare le germinazione sono molti, tra cui è essenziale la temperatura giusta: ogni seme germina puntualmente se la temperatura è quella a lui congeniale. Un altro accorgimento che può accelerare la germinazione consiste nel mettere i semi a bagno in acqua prima di interrarli. Una volta bagnati per un paio d’ore si mettono in un panno e si lasciano riposare un paio di giorni, poi si affidano al terreno.

Pomodori appena spuntati. Quando le piantine saranno alte almeno 3 cm andranno diradate, lasciando solo la migliore.
 

Invece i fattori che ritardano le germinazione, oltre alla temperatura sbagliata, possono essere la profondità di semina eccessiva oppure la secchezza del terreno di semina, che deve essere sempre mantenuto umido (non bagnato) eventualmente coprendolo con un panno.

Il prezzemolo ha tempi di germinazione lentissimi
 

Ecco qui una tabella con i tempi di germinazione dei principali ortaggi:per ciascuno indico anche la temperatura di germinazione.
 

Tempi e temperatura ottimale di germinazione degli ortaggi

Ortaggio

Temperatura di
germinazione °C

Tempo di emersione
giorni

Anguria

30

7-10

Barbabietola

25-30

8-12

Basilico

20-25

12-15

Carota

25-30

15-30

Cavolo

25-30

8-10

Cicoria

20-25

4-6

Cipolla

25-30

4-6

Fagiolo

30

4.6

Lattuga

20-25

4-6

Melanzana

25-30

7-10

Patata

25

7-15

Peperone

25-30

7-10

Pisello

5

5-10

Pomodoro

20-25

7-10

Prezzemolo

15-20

25-30

Zucchina

15-20

10-12

 

La barbabietola  spunta in  8-12 giorni 
 
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17/02/2012

Fare il compost. Che cosa mettere nella compostiera?

Oltre ai normali rifiuti di cucina e agli scarti dell’orto, ci sono molti altri generi di rifiuti che ci lasciano in imbarazzo al momento di metterli nella compostiera. Sarà giusto? Sarà sbagliato? In questo post cerco di risolvere alcuni dubbi

Anzitutto va precisato che nella compostiera si possono mettere tutti i materiali di scarto che siano velocemente biodegradabili e non contengano sostanze inquinanti.

Un materiale biodegradabile è quello per il quale esiste una varietà di batteri capace di degradarlo senza che vada in putrefazione. La biodegradazione è veloce (per le nostre esigenze)  quando si completa nell’arco massimo di un anno o poco più; però per ottenere un primo compost utilizzabile possono essere sufficienti quattro mesi.

In effetti anche il cemento e l’alluminio sono biodegradabili, se li lasciamo qualche secolo o qualche millennio nella nostra compostiera. Ma noi abbiamo bisogno di compost prodotto più velocemente.

I rifiuti che degradano in tempi accettabili sono gli scarti dell’orto, e quelli della cucina. Alcuni materiali, come i grossi rami da potatura, hanno bisogno di essere sminuzzati per degradare in tempi accettabili.

In genere i dubbi su che cosa mettere nella compostiera sorgono da due tipi di perplessità:

-questo scarto degraderà velocemente?
-questo scarto contiene sostanze nocive?
 

Alla prima domanda (sui tempi di degradazione) rispondiamo dicendo che questa dipende non tanto e non solo dal materiale, ma da come il processo di degradazione viene incentivato e favorito. In effetti il processo è operato dai batteri aerobi, che per lavorare bene hanno bisogno di ossigeno e umidità. Quindi i materiali degradano molto meglio se sono ben miscelati tra rifiuti secchi e rifiuti umidi, e se la loro miscelazione consente la creazione di una porosità all’interno del cumulo, cioè microspazi nei quali l’acqua possa circolare.

Detto questo, alcune indicazioni:
- tutti gli scarti di cucina non vegetali vanno triturati in pezzi piccoli, massimo 1 cm;
- le bucce di agrumi che sono cerose vanno pure triturate;
- le ossa più grandi è meglio non metterle nella compostiera perché sono lentissime e possono sviluppare vermi o altri parassiti.

Relativamente al secondo dubbio posso dare queste indicazioni:
- cenere di legna: ottima, ma un po’ alla volta, circa un bicchiere ogni strato di 20 cm della compostiera;
- fondi di caffè, gusci di uova: ottimi;
- carta: tovaglioli e scottex si. Carta bianca si. Carta di giornale quotidiano si, accartocciandola, perché gli inchiostri non contengono più piombo;
- carta di riviste patinate o con foto a colori: no;
- cartone da imballaggio: si eliminando le parti stampare e quelle di giuntura incollate; tagliare in piccoli pezzi.
- segatura di legna, trucioli  o legna sminuzzata: sì;
- pezzi di mobilio o legno verniciato:no.
- shopper in bioplastica: sì ottimi.

 

Ci sono poi alcuni rifiuti che si possono mettere nel cumulo solo se si è certi che questo fornirà una buona igienizzazione, cioè che nella prima fase i batteri svilupperanno un calore interno pari ad almeno 50-60 °C.  Questo si ottiene se il cumulo ha un volume di circa un metro cubo e se è molto ossigenato.

In questo caso si possono aggiungere erbe spontanee con i semi; però evitate sempre quelle con semi maturi e quelle con rizomi come la gramigna. Sempre se si è certi di una buona igienizzazione si possono aggiungere le lettiere degli animali domestici, naturalmente quelle biodegradabili non quelle di brecciolino.

 Non vanno assolutamente messi nel cumulo: vetro metallo plastica non biodegradabile pile esaurite medicinali scaduti barattoli anche vuoti di vernici o solventi o qualsiasi altro composto chimico 

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09/01/2012

Trapiantare il prezzemolo in vaso

Approfittiamo dei molti posti vuoti dovuti alla stagione per creare un elemento di sicura attrattiva nel nostro orto, un grande vaso con piante di prezzemolo. Per un effetto miglior eusiamo la varietà Gigante di Napoli

Il prezzemolo è un ortaggio poco esigente rispetto alla maggioranza di tutti gli altri: si accontenta anche di poco sole e di poco calore. Infatti,è una delle pochissime piante da orto che crescono abbastanza bene anche in un angolino con poco sole; è anche una delle pochissime che si possono coltivare anche in pieno inverno.

Prezzemolo in vaso
 

In questo post trapiantiamo in vaso delle piantine seminate in ottobre. Saranno pronte ad essere raccolte già da marzo. Naturalmente il prezzemolo non si raccoglie tutto assieme, ma a seconda del bisogno; per questo il nostro vaso di prezzemolo durerà almeno fino alla fine di giugno.

Piantine di prezzemolo pronte al trapianto
 

I semi di prezzemolo sono piccolissimi, ed hanno la particolarità di germinare con estrema lentezza. Per questo neri piccoli orti si usa non seminare  direttamente sul terreno, a spaglio. Seminando così i semi, coiperti da un solo strato sottilissimo di terra, rischierebbero di morire prima della germinazione che richiede almeno 20 giorni. Basterebbe una pioggia, o qualche formica, a far strage dei nostri semi così scarsamente protetti.

I semi di prezzemolo sono molto piccoli, e richiedono mediamente tre settimane per la germinazione
 

Perciò si semina in contenitori alveolari, depositando un leggero pizzico di semi in ciascuno. Questi semi vanno ricoperti con qualche millimetro di terra e i contenitori vanno mantenuti umidi e coperti finché i semi non saranno germinati. Occorre metyetr epiù semi in ogni contenitore per due motivi. Il primo è che certamente non tutti i semi germineranno. Il secondo è che non occorrerà diradare, infatti il prezzemolo cresce bene anche in ciuffetti di piantine, come il basilico.

Trapianto di ciuffetti di piantine di prezzemolo
 

Quindi i panetti di terra ricavati dal contenitore, ben radicati, possono essere trasferiti a dimora senza diradare le piantine. Il trapianto in vaso consentirà di mantenere il cespuglio di prezzemolo protetto in un luogo riparato, in modo che le preziose foglie non vengano danneggiate dal freddo né inquinate da polvere e altro trasportato dal vento.

Il prezzemolo è molto decorativo nei mesi invernali
 

L’inverno è un periodo in cui, a parte i cavoli, non  ci sono molti elementi decorativi nell’orto: è i il momento di usare un grande vaso per il trapianto del nostro prezzemolo. Probabilmente non  riusciremo a consumarlo tutto, ma avrà un effetto decorativo straordinario nel nostro orto.

Ciclo del prezzemolo: quando i fusti si ingrossano le piante sono prossime a fiorire e con ciò ad esaurirsi
 

Per trapiantare il prezzemolo bisogna estrarlo dal contenitore senza rompere il pane di terra. Si pratica un foro nel terreno, con un  piantatoio, e si interra la piantina esattamente fino al colletto, senza sotterrare il punto da cui le foglie nascono e senza lasciarlo troppo allo scoperto. Pressare bene la terra attorno alla pianta be con le nocche della mano praticare una piccola fossetta tutto intorno: questa servirà ad accogliere la giusta quantità di acqua (poca, d’inverno) necessaria alla pianta in conseguenza dello shock del trapianto.

Ciclo del prezzemolo: un a pianta fiorita non fornisce più buon prezzemolo.
 
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Confettura di Feijoa

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10/12/2011

Barba di frate, una lattuga insolita

La Barba di frate (da non confondere con gli agretti, o salsola soda, più comunemente conosciuta con lo stesso noime) è una lattuga simile alla Cocarde, che normalmente coltivo nel mio orto in tutte le stagioni compreso l’inverno.

Cresce bene anche in vaso, rispetto ad altre lattughe del tipo a cappuccio che tendono ad allargarsi molto. In questo post descrivo la semina in vivaio e il successivo trapianto in vaso. Naturalmente queste procedure non sono esclusive della Barba di frate, ma si possono applicare a tutti i tipi di lattughe e di indivie.

Barba di frate coltivata in vaso
 

La semina in terra è sconsigliata, perché comporta un grande spreco di seme. Si può seminare in un vivaietto,  per esempio una terrina colma di terriccio dam giardino su cui si spargerà il seme. Questo comporta che le piantine, al momento del trapianto, dovranno essere estirpate dal  vaso e trapiantate “a radice nuda”.  Questo metodo non è più usato, tantomeno nei piccoli orti dove si ha a che fare con poche piante. Si usa perciò seminare in vasetti singoli. Quando le piantine sono pronte si tolgono dal piccolo vaso mantenendo intatto il blocco di terra in cui sono cresciute, e si trasferiscono così a dimora. Questo si chiama “trapianto con pane di terra”. Nel primo metodo (trapianto a radice nuda) molte piantine non sopravvivono, mentre con il secondo metodo la percentuale di successi è praticamente pari al 100%.

I semi, molto piccoli e leggeri, vanno collocati a postarelle sul terreno legegrmente pressato.
 

Nell’esempio di questo post disponevo di pochi vasetti più grandi del necessario, quindi ho seminato due piante in ogni vasetto. Al momento del trapianto il pane di terra sarà diviso in due con un coltello in modo che le radici restino salde come sono.  (per la verità sarebbe stato sufficiente usare qualunque piccolo contenitore, per esempio i bicchierini da caffè).

La terra di semina può essere composta da terriccio da giardino, eventualmente miscelato con un 50% di terra normale.  I vasetti si riempiono pressando fino a 1 cm circa dal bordo. Su questa superficie si spargono i semi. Non un solo seme, ma mucchietti di alcuni semi per avere la garanzia che almeno alcuni nascano. Quando el piantine saranno nate e alte al minimo 2 cm si procederà al diradamento lasciando solo la migliore. Si può diradare anche in due o tre momenti: la prima volta si lasciano solo le due o tre piantine migliori, e l’ultima una sola piantina. Diradare a distanza di 5 giorni minimo.
Se volete che l’insalata cresca, lasciate sempre, prima del trapianto, una sola piantina ogni vasetto. Se due piantine sono troppo vicine, nessuna delle due arriverà ad essere una bella pianta di insalata.

I semi collocati sul terreno vanno ricoperti con uno strato di circa 2 mm di terriccio e innaffiati con uno spruzzatore finissimo
 

Dopo aver distribuito i semi, copriteli spolverando ancora terra fine per un paio di millimetri al massimo. Innaffiate polverizzando l’acqua con uno spruzzatore, in modo che il getto non scopra i semi. Contrassegnate i vasetti con un cartellino sul quale segnerete il nome dell’ortaggio e la data di semina.

Le piantine dovrebbero emergere nel giro di 7 – 15 giorni.

Le piantine vanno poi diradate, lasciando per ogni postarella solo la migliore
 

Le piantine migliori, selezionate con i diradamenti, potranno essere trapiantate quando raggiungeranno un’altezza di 8 cm al minimo. Si trasferiscono in vasi del diametro minimo di 15 cm, una per vaso. Se i vasi sono più grandi se ne possono sistemare anche più per vaso. Molti piantano più fittamente in vaso, e lasciano crescere le piante finché non si ingombrano troppo una con l’altra. Quando questo accade ne eliminano alcune, che però a quel punto sono già commestibili anche se non hanno raggiunto il massimo della loro grandezza.

Si possono mettere a dimora in vasi del diametro di 15 cm circa
 

La Barba di frate può essere raccolta a partire da 60 giorni circa dal trapianto. Si consuma da sola o mista ad altre insalate, condita a piacere con olio, sale e limone o in qualsiasi altro modo tipico delle insalate.

La barba di frate è una lattuga tenera e saporita
 
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